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    Parco del Colle Oppio

    Il Parco del Colle Oppio si estende sull’area dell’omonimo colle, uno dei sette del primitivo Septimontium di Roma, ed alterna ampie zone di verde a resti monumentali di grande importanza e interesse, come il padiglione della Domus Aurea neroniana, le Terme di Tito e quelle di Traiano. Nel 1871, nell’ambito delle programmazioni urbanistiche rese necessarie dalle nuove esigenze di Roma capitale, l’area venne destinata a giardini pubblici. Ma fu solo nell’ambito dei programmi urbanistici della Roma mussoliniana, caratterizzati dall’esaltazione del passato imperiale e dal forte interesse per il verde pubblico, che le pendici del Colle Oppio assunsero, in due differenti fasi, il loro assetto attuale.

    Dove si trova: Municipio I, Rione I – Monti

    Epoca: 1928-1936

    Estensione: 11 ettari

    Ingressi: viale del Monte Oppio, via delle Terme di Traiano, via Mecenate, via Labicana, via Nicola Salvi, via delle Terme di Tito.

    sito web

    Il Colle Oppio fu sede di intensa urbanizzazione e di fastose realizzazioni architettoniche in età romana.
Durante il Medioevo venne progressivamente abbandonato e per larga parte occupato da giardini ed orti.
Nel 1871, nell’ambito delle programmazioni urbanistiche rese necessarie dalle nuove esigenze di Roma capitale, l’area venne destinata a giardini pubblici e fu più tardi inserita nel grandioso progetto di tutela e valorizzazione della cosiddetta “zona monumentale riservata”. Ma fu solo nell’ambito dei programmi urbanistici della Roma mussoliniana, caratterizzati dall’esaltazione del passato imperiale e dal forte interesse per il verde pubblico, che le pendici del Colle Oppio assunsero, in due differenti fasi, il loro assetto attuale.

    Il primo nucleo del parco, comprendente la zona presso le sostruzioni della grande esedra meridionale delle Terme di Traiano, la scarpata prospiciente via Labicana ed il lato verso via Mecenate, fu infatti realizzato, tra il 1928 ed il 1932, dall’architetto Raffaele de Vico. Il giardino si impernia sull’incrocio di due assi viari principali (Viale Mizzi e Viale della Domus Aurea) dotati di ingressi monumentali ed arricchiti da una serie di fontane realizzate sfruttando la naturale pendenza dei luoghi. Tra queste, vanno ricordate la fontana delle anfore, il grande ninfeo con decorazioni in tufo realizzate da A. Giorgiutti e le due fontane gemelle affacciate su Via Labicana. Lungo il Viale della Domus Aurea si trova la statua in bronzo raffigurante Alfredo Oriani, eseguita da Ercole Drei nel 1935. La vegetazione presenta una piacevole sintesi tra piante mediterranee (pini, lecci, cipressi, oleandri), essenze esotiche tipiche del giardino paesistico (palme) e specie tipiche dei giardini antichi (rose, mirto, alloro).
La sistemazione del settore superiore del colle, vero e proprio parco archeologico comprendente imponenti ruderi delle Terme di Traiano, venne successivamente curata (1935-1936) da Antonio Muñoz, Direttore delle Antichità e Belle Arti del Governatorato di Roma. Nella progettazione dell’area, Muñoz tese comunque a privilegiare le esigenze urbanistiche e la ricerca di prospettive spettacolari a scapito della visione d’insieme del complesso monumentale antico, la cui unitarietà risulta pertanto, allo stato attuale, difficilmente percepibile.