Cartoline da Roma

Parlare dei tramonti a Roma è un’ impresa ardua. Si finisce inevitabilmente a rincorrere superlativi, rischiando di cadere in luoghi comuni. I tramonti di Roma si trovano solo a Roma ad esempio è una di quelle frasi che vista da vicino si rivela di una drammatica ovvietà.  Roma è bella e dunque i suoi tramonti sono belli, visto che il calar del sole è uno stato di grazia al quale è difficile sottrarsi, se non per preso partito. Sul tramonto e la sua spettacolarità l’uomo ha speso fiumi d’inchiostro riversandoli in parole poetiche, come potremmo non dirle per Roma. Ogni tramonto è diverso, sospeso a metà tra il cielo e la terra ti racconta qualcosa di sé e riflette il carattere del luogo nel quale ti trovi. Senza volere qui stilare la graduatoria dei più belli con tanto istruzioni d’uso da seguire per non perdere la garanzia di un momento indimenticabile si potrebbe per facilità dire, che gli scorci a Roma dove vivere un tramonto sono davvero tanti. Vi è la magnificenza delle terrazze panoramiche e dei belvedere come il Pincio e la sua bella passeggiata senza intervalli tra tetti, terrazze, cupole e campanili che si dispongono sullo sfondo del verde rigoglioso del Gianicolo, chiudendo sul versante meridionale con la mole imponente del Vittoriano mentre verso ovest nel rosso porpora si disegna maestosa la Cupola di San Pietro di Michelangelo. Il panorama del Gianicolo offre la visuale più ampia sul centro disteso ai nostri piedi, anche se si lascia San Pietro alle spalle. Ti permette di sfogliare i monumenti più noti di Roma come un libro aperto ad ogni pagina che compatta in una unica dimensione le continue trasformazioni della città.

Trinità dei monti, Castel Sant’Angelo, Sant’Andrea della Valle, la Chiesa Nuova e l’Oratorio dei Filippini e persino le basiliche di Santa Maria Maggiore e di San Giovanni in Laterano si distaccano nette.  L’emozionante gioco “Indovina cos’è” ti fa scoprire, che la cupola ondulante del Pantheon da qui sembra una scodella rovesciata. Fissando il nostro punto di vista immaginiamo, che dalla scalinata dell’antica chiesa del`Araceli sulla sommità del Campidoglio, avremmo una vista mozzafiato sul verde rigoglioso del Gianicolo e l’ansa sinuosa del Tevere.

Dal monte Gianicolo il tramonto volge le spalle al sole e la luce si riversa sulla città immergendola in un’atmosfera trasognata di luce e calore. Vi è poi il tramonto sul deserto di pietra del Foro Romano dal versante sud-orientale del Campidoglio, che conduce lo squadro dello spettatore sino al simbolo eterno della città, il Colosseo, adagiato sullo sfondo con la sua silenziosa mole di archi.  La patina di rosso fuoco dei tramonti scalda il dimesso grigio granulare del Palatino infuocando la corteccia marrone rossastra dei suoi pini marittimi.

Ci sono poi le fontane, che fanno vivere le piazze e le scale monumentali, modellate come onde, la festosità dei giardini ad essere immersi nell’atmosfera surreale della luce crepuscolare. La tavolozza dei colori del tramonto accende e contrasta il colore caldo e ammaliante dei palazzi, tra il giallo, il rosa, l’ocra, rende lucente la scura pietra eruttiva dei sampietrini, tinge di rosa i marmi e pennella di dorato il giallo avorio del travertino, scurendo il verde chiaro dei pini dell’Appia Antica e i loro sinuosi tronchi, che si colorano di squillante arancio.

Roma al calare del sole seduce l’immaginario immergendo le strade in un’atmosfera surreale. La città della storia visibile si sposa intimamente con il tramonto che spegne con fasto la luce alla fine del giorno e diviene così metafora esistenziale di nostalgia per quanto si perde e della speranza di ritrovalo trasformato. Arrivati a questo punto forse possiamo cedere alla tentazione del più bello. Vi è un lato idilliaco dei tramonti, rassicurante, che sembra essere più consono a un paesino che non alla grandezza e monumentalità di Roma. Eppure è proprio nelle piazzette, nelle viuzze e nei vicoli dove palazzi principeschi si affiancano a palazzetti d’epoca di poco conto che gli ultimi raggi del sole rivelano l’interiorità e l’anima intima propria alla città. Lontana da ogni imponenza qui Roma conserva una semplicità quasi naturale per non dire rustica e molto umana.  Roma si rivela nel tempo anche nei tramonti e mai del tutto.

Cristina Eidel

You must be logged in to post a comment.