Gli alberghi sono al collasso: serve lo stato di crisi

Dopo oltre due mesi di chiusura, il settore turistico ricettivo chiede ancora una volta la dichiarazione dello stato di crisi. In assenza di interventi concreti, veloci e consistenti molte attività non potranno riaprire. Il comparto turistico ricettivo che in questo momento vede il 97% del proprio personale in cassa integrazione rappresenta il 13% del PIL e il 15% degli occupati. Il perdurare della crisi sta mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese, che sono state le prime a fermarsi e saranno le ultime a ripartire.

Per gli alberghi si attende per il 2020 un calo del fatturato del 60% rispetto al 2019, che con lo scenario peggiore potrebbe crollare al 90%. Tradotte in realtà queste cifre significano uno stallo completo delle prenotazioni a fronte di cancellazioni che arrivano fino ad autunno. In Italia non si sa ancora quali protocolli usare per la sanificazione, cosa sarà obbligatorio, quali regole seguire. Regole, che dovranno essere comunicate a chi lavora, ai fornitori e ai clienti e che incideranno sui moduli di lavoro. I partner europei ci hanno preceduto stabilendo le norme per la riapertura di alberghi e ristoranti che vanno dagli schermi di plexiglas, il distanziamento di 1,50 metri, le rafforzate norme sanitarie e le prenotazioni obbligatorie per la ristorazione.

Il turismo è la spina dorsale per l’economia italiana e un fattore chiave per la ripartenza. Servono aiuti concreti per superare la fase del Lockdown, per capire come potere continuare a lavorare nell’attuale realtà e progettare in qualche modo il futuro. Visto l’azzeramento del fatturato dopo mesi di inattività, il ribasso delle prenotazioni e l’impatto del distanziamento sociale molte imprese del settore non saranno in grado di riaprire. Occorre una maggiore attenzione delle istituzioni per un settore chiave dell’economia e scelte politiche concrete. Il Turismo vetrina del Made in Italy e della promozione dell’immagine paese nel mondo merita più attenzione e soprattutto un vero Ministero, che sia dotato di portafoglio, interamente dedicato al settore e non più condiviso con altri, che sia la cultura o l’agricoltura.

Salvare il turismo significa ripartire dall’Italia e da una secolare tradizione: il viaggio nel Bel paese!

Grandi hotel al collasso – Il Sole 24ore

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